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Tele_visioni
RAI, la storia della Radio e TV in mostra al Vittoriano

di Elena Angiargiu

Un viaggio nel passato, uno sguardo al presente e un tuffo nel futuro. La Rai festeggia 60 anni della televisione e 90 anni della radio con una mostra che celebra la sua storia e racconta i grandi cambiamenti sociali, culturali e scientifici del nostro Paese. L’esposizione “1924-2014. La Rai racconta l’Italia”, aperta gratuitamente al pubblico fino al 30 marzo nel Complesso del Vittoriano a Roma e dal 29 aprile al 15 giugno alla Triennale di Milano, è stata realizzata da Comunicare Organizzando con il patrocinio di istituzioni nazionali e locali, il sostegno di Eni e Intesa Sanpaolo, il contributo di Rai Teche e la partecipazione di protagonisti della radio e del piccolo schermo.

La mostra – Il percorso espositivo ricostruisce, in chiave cronologica e di contenuto, le tappe fondamentali del servizio pubblico radiotelevisivo, a partire dal 1924, data di avvio delle trasmissioni radiofoniche, passando per il 1954, avvento delle trasmissioni televisive a diffusione nazionale, attraverso documenti d’archivio e audiovisivi, fino agli sviluppi dell’ultimo decennio con il completamento del passaggio al digitale e l’investimento nelle nuove tecnologie per la TV del futuro, grazie al contributo del CRIT – Centro Ricerche e Innovazione Tecnologia della Rai, che dal 1930 lavora per migliorare la qualità tecnica offerta al pubblico e garantire nuovi servizi e modalità di fruizione.

La parte preponderante della mostra è dedicata alla televisione, articolata in otto sezioni, mentre una sezione a parte, fruibile dai visitatori attraverso postazioni tematiche interattive, è dedicata alla storia della radio. Nello spazio espositivo centrale il visitatore ritrova elementi tipici di un set televisivo degli anni Settanta che fanno rivivere l’atmosfera del “dietro le quinte”. La sezione museale è un concentrato di storia dell’Azienda, inediti e curiosità: i primi televisori in bianco e nero e alcuni esemplari di apparecchi radio, microfoni, bozzetti di costumi e giochi in scatola dei quiz televisivi, fino al recente Leone d’Oro 2013 vinto a Venezia a Gianfranco Rosi con il film “Sacro Gra” ne testimoniano la presenza su tutte le piattaforme distributive, dal comparto cinematografico (Rai Cinema) al campo editoriale (Rai Eri).

Una ricca selezione di costumi di scena, tra cui gli abiti da sera indossati da Mina e Luciana Littizzetto durante trasmissioni cult come Canzonissima e Sanremo, introduce il visitatore nel cuore del percorso espositivo. Si inizia con Una bella impresa italiana, consistente in una ricca parte documentale cartacea, che testimonia gli anni di attività dall’URI all’EIAR fino alla RAI, come il “Codice Guala”, norme di autodisciplina per le trasmissioni televisive del 1954; il Referendum dell’EIAR del 1939 sul gradimento degli ascolti radiofonici, precursore del moderno sondaggio o ancora la serie del Radiocorriere, dal primo Radiorario del gennaio 1925 al dicembre 1995, riproposto in formato digitale.

60 anni di programmi televisivi – Tra le trasmissioni del passato e del presente, riproposte in piccoli teleschermi, “La notte della Repubblica” per la sezione Informazione curata da Sergio Zavoli; “Arbore in Tv – da “Speciale per voi” in poi per la sezione Spettacolo introdotta da Emilio Ravel; i romanzi sceneggiati, trasposizioni televisive di testi teatrali per la Cultura a cura di Andrea Camilleri;  dalle “Tribune elettorali” a “Porta a Porta” per la sezione Politica presentata da Bruno Vespa; “Chi l’ha visto?” e il più recente successo di Benigni “La più bella del mondo: la Costituzione italiana” per la categoria Società illustrata da Piero Badaloni; l’arrivo della piazza in Tv con trasmissioni quali “Samarcanda”, “Tempo Reale” e “Il rosso e il nero” per Economia a cura di Arnaldo Plateroti; dai grandi eventi in diretta “Serata LUNA” (20/07/1969) ai programmi di divulgazione condotti da Piero Angela, curatore della sezione Scienza e infine lo Sport, incentrato sui grandi eventi che hanno visto protagonista la nazionale italiana, nel calcio, nel basket o alle Olimpiadi, presentata da Bruno Pizzul.

90 anni di trasmissione radiofoniche – La radio è “la mamma, la sorella e la figlia della tv”. Così Marcello Sorgi introduce la sezione dedicata alla radio con una serie di documenti e pannelli multimediali che ne ripercorrono la storia: dall’atto costitutivo dell’URI (Unione Radiofonica Italiana) del 1924, al celebre segnale di intervallo “l’uccellino dei programmi radio”, dal libretto contenente le “Norme per la redazione di un testo radiofonico” scritto da Carlo Emilio Gadda nel 1973 al fonolibro “I 4 Moschettieri in Russia”.  Ma a catturare l’attenzione del visitatore sono le testimonianze audio, disponibili per un ascolto individuale in cuffia, sui momenti principali di cui il mezzo radiofonico è stato indiscusso protagonista: dal Ventennio fascista agli anni del terrorismo, dalla nascita del talk show fino a programmi di successo come “Le interviste impossibili” (1974-1976). Un autentico esempio, come sottolineato dalle Teche Rai, di come “la radio, nei sessanta anni di convivenza con la TV, dimostra in modo incontrovertibile la regola che nessun nuovo medium scaccia quelli precedenti, ma sempre i media vecchi e nuovi convivono e si integrano”.


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