Formula 1, Messico: gara a Verstappen, mondiale ad Hamilton che agguanta Fangio

Il Messico incorona per il secondo anno consecutivo Max Verstappen come vincitore del gran premio e Lewis Hamilton come campione del mondo. Come nel 2017, infatti, l’olandese della Red Bull trionfa nella stessa gara che consegna aritmeticamente il titolo mondiale al britannico della Mercedes.

TRIONFO DI FORZA – Una gara bella, vibrante ed avvincente quella messicana, dominata in lungo e in largo fin dal venerdì da Max Verstappen e da una Red Bull irresistibile. Il ventunenne olandese ha mancato solo la pole position del sabato, finita comunque al suo compagno di scuderia Ricciardo, risultando il migliore sia nelle prove libere che nel gran premio quando è scattato con prepotenza al via, ha sopravanzato lo stesso Ricciardo, ha resistito ad Hamilton e si è involato verso una vittoria semplice che lo ha portato a diventare il primo vincitore del gran premio del Messico per due anni consecutivi e a conquistare la quinta vittoria della sua ancor giovane carriera. Un talento simile non può che sfociare nel trionfo iridato, prima o poi.

QUINTA GEMMA – Ma Città del Messico incorona anche Lewis Hamilton che diventa per la quinta volta campione del mondo, acciuffando Juan Manuel Fangio nell’albo d’oro della Formula 1 e andando ora a caccia dei 7 titoli di Michael Schumacher. Un anno in cui l’inglese della Mercedes ha mostrato talento, carattere e personalità, gestendo al meglio i momenti difficili di una stagione lunga e complessa, tirando fuori gli artigli a fine estate quando la Ferrari e Sebastian Vettel hanno pasticciato più del dovuto ed Hamilton si è preso un campionato meritato imponendo la legge del più forte con 9 pole position e 9 vittorie. E pazienza che per il secondo anno di fila l’aritmetica lo ha consacrato campione in una gara, quella messicana, in cui lui e la Mercedes faticano più del previsto: un minuto di distanza da Verstappen, gomme in crisi fin dai primi giri, Red Bull e Ferrari nettamente più in palla, titolo festeggiato giù dal podio. Ma con 5 mondiali in tasca, Lewis Hamilton può abbondantemente infischiarsi dell’usura dei suoi pneumatici.

JELLA INFINITA – Dal Messico, invece tornano col morale sotto i tacchi in tre: ovviamente e soprattutto Daniel Ricciardo che dopo la pole position sognava la vittoria e che, complice una partenza negativa, si è visto passare sia da Verstappen che da Hamilton, ha arrancato anche contro Sebastian Vettel, si è ripreso la seconda posizione  avviando la Red Bull a fare doppietta, fino all’ennesimo sfortunatissimo ritiro per noie al motore che si è rotto improvvisamente. Ottavo ko in stagione per l’australiano a causa di problemi al propulsore Renault o all’elettronica della Red Bull; meriterebbe tanto di più, lo avrebbe meritato soprattutto in Messico dopo una qualifica superlativa. Gli fanno compagnia l’idolo di casa Sergio Perez, ritirato dopo una bella rimonta che lo stava portando al sesto posto e Fernando Alonso, nuovamente costretto a fermarsi nonostante avesse recuperato in due giri già diverse posizioni. Vedere il suo compagno Vandoorne ottavo al traguardo, poi, non può che aumentare i rimpianti dello spagnolo.

RESOCONTO: 1. Verstappen (Red Bull); 2. Vettel (Ferrari); 3. Raikkonen (Ferrari); 4. Hamilton (Mercedes); 5. Bottas (Mercedes); 6. Hulkenberg (Renault); 7. Leclerc (Sauber); 8. Vandoorne (McLaren); 9. Ericsson (Sauber); 10. Gasly (Toro Rosso).

CLASSIFICA: 1. Hamilton 358; 2. Vettel 294; 3. Raikkonen 236.

di Marco Milan

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