Formula 1, Russia: Mercedes in parata, Hamilton vince ed è a un passo dal titolo

Il campionato di Formula 1 prende sempre più la via di Stoccarda, ma soprattutto si avvicina a Lewis Hamilton che è ormai pronto a far festa con 50 punti di vantaggio su Sebstian Vettel, ancora in gioco solo per l’aritmetica. In Russia la Mercedes ha fatto doppietta, sacrificando ancora una volta Bottas e regalando ad Hamilton vittoria ed una fuga decisiva in testa alla classifica.

CONTO ALLA ROVESCIA – Manca ormai pochissimo e poi Lewis Hamilton potrà festeggiare il quinto titolo della sua carriera, il secondo consecutivo, raggiungendo Fangio nell’albo d’oro e lanciandosi all’inseguimento di Michael Schumacher, già superato come numero di pole position e messo nel mirino anche nelle vittorie, 91 per il tedesco (record assoluto), 70 per l’inglese, solamente 21 in meno per un Hamilton all’apice di una carriera straordinaria. In Russia c’è stata poca storia: Bottas è scattato bene dalla pole position, Hamilton si è protetto su Vettel che ha provato a superarlo al primo giro e poi dopo la sosta, ma ha dovuto cedere alla potenza del britannico che in pista si è ripreso la seconda posizione sul ferrarista ed è stato poi agevolato dalla squadra che ha costretto il compagno di squadra a lasciargli la testa della gara, poi non più mollata da Hamilton che agguanta un altro successo e si avvicina sempre più alla conquista del campionato.

ORDINI DI SQUADRA – Fa discutere, però, l’ordine palese di scuderia da parte della Mercedes che ha nuovamente fatto fare il maggiordomo a Valtteri Bottas che cede la vittoria ad Hamilton proprio come Barrichello con Michael Schumacher in Austria nel 2002. Giusto o sbagliato? Difficile dar torto alla Mercedes che vuole conquistare il titolo piloti il prima possibile, considerando anche la forza di una Ferrari che quest’anno è stata all’altezza dei tedeschi molto più delle passate stagioni, anche perchè è risaputo che i mondiali si vincono senza tanti riguardi e senza guardare in faccia nessuno. Certo, l’immagine non è bella ed i primi a saperlo sono i piloti, a partire da Lewis Hamilton che sul podio era imbarazzato ed ha provato a consolare un Bottas livido di rabbia, ma consapevole anche che ribellarsi vorrebbe dire andare a casa (con Ocon e Wehrlein pronti a prendersi il suo posto) e perdere ogni possibilità di rimanere un pilota competitivo in Formula 1. Gli ordini sono ammessi e legali, la dignità a volte perde posizioni.

FINE DEI SOGNI – Ma il più deluso a Sochi è sicuramente Sebastian Vettel, terzo in qualifica e in gara, mai in partita con le Mercedes se non all’inizio ed ormai fuori dai giochi mondiali con 50 punti da recuperare su Hamilton a 5 gare dalla conclusione del campionato. Ci ha creduto il tedesco che per metà stagione è stato in lotta con l’inglese e che ha guidato una Ferrari per molto tempo superiore alla Mercedes; qualche errore (Germania su tutti) ed una macchina scomparsa dopo le qualifiche di Monza, ed ecco che il quinto titolo si è sgretolato dalle mani di Vettel restando saldamente in quelle di Lewis Hamilton che a questo punto ha nella matematica il suo unico avversario.

RIMONTA – Festeggia i suoi 21 anni al meglio Max Verstappen, partito dall’ultima fila a causa della penalità inflitta alle Red Bull per la sostituzione del motore ed arrivato sino al quinto posto grazie ad una serie di sorpassi che hanno esaltato un gran premio tutto sommato soporifero. 7 sorpassi solo nel primo giro per l’olandese e vien da chiedersi dove sarebbe potuto arrivare partendo qualche fila più avanti; ma il talento di Verstappen è secondo forse al solo Hamilton in Formula 1 e, se avrà una macchina in grado di garantirgli la lotta per una stagione intera, difficilmente chiuderà la carriera senza titoli mondiali in bacheca.

RESOCONTO: 1. Hamilton (Mercedes); 2. Bottas (Mercedes); 3. Vettel (Ferrari); 4. Raikkonen (Ferrari); 5. Verstappen (Red Bull); 6. Ricciardo (Red Bull); 7. Leclerc (Sauber); 8. Magnussen (Haas); 9. Ocon (Force India); 10. Perez (Force India).

CLASSIFICA: 1. Hamilton 306; 2. Vettel 256; 3. Bottas 189.

di Marco Milan

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