Serie B: rischio iscrizione per tre

Non sono bastate le 41 giornate del campionato regolare con la promozione di Empoli e Parma, e la retrocessione di Novara, Pro Vercelli e Ternana, così come non sono bastati i playoff che hanno decretato il salto di categoria del Frosinone e i playout che hanno salvato l’Ascoli e condannato l’Entella alla serie C. La coda della serie B 2017-2018 si prolunga e la palla passa dal campo ai tribunali.

Andiamo per ordine: a tener banco, subito dopo la finale playoff tra Frosinone e Palermo, vinta dai ciociari ma contestata dai siciliani che hanno presentato un ricorso subito respinto, ci sono state le polemiche, l’invasione di campo dei tifosi laziali e i palloni gettati a gara in corso sul terreno di gioco dalla panchina della squadra di Moreno Longo, poi promossa. Niente da fare, tutto confermato, Palermo condannato a rimanere ancora in B, ma con un altro processo da spettatore interessato, quello per il presunto illecito del Parma prima della decisiva gara contro lo Spezia e per il quale la procura potrebbe sanzionare per responsabilità oggettiva il club emiliano. Quasi impossibile che venga confutata la promozione degli uomini di D’Aversa, improbabile penalizzare una società a campionato finito e playoff disputati, più verosimile (qualora venga dimostrato il presunto o tentato illecito) una lieve penalizzazione del Parma nel prossimo campionato di serie A.

Ma non finisce qui, perchè la serie B si trova ad affrontare tre casi spinosi che potrebbero ridisegnare clamorosamente gli scenari del torneo 2018-2019: in primis la questione legata al Cesena, a forte rischio fallimento, con oltre 70 milioni di euro di debito e il progetto di dilazione dei pagamenti bocciato dall’Agenzia delle Entrate. La società romagnola ha già presentato un nuovo programma, ma se l’erario respingerà ancora la richiesta, per lo storico club bianconero si spalancherebbero le porte del dissesto finanziario, la mancata iscrizione in B e la conseguente ripartenza dai dilettanti con una nuova proprietà. Situazione simile ma meno drammatica per il Bari, per cui il presidente Giancaspro e soci dovranno garantire la ricapitalizzazione e il pagamento degli ultimi stipendi ai dipendenti; l’ipotesi della cessione dei pezzi migliori e di uno sforzo economico tutto sommato contenuto, sembrano garantire ai pugliesi un futuro meno nebuloso del previsto. Più complessa, rimanendo sempre in Puglia, la vicenda del Foggia per il quale la Procura Federale ha chiesto la retrocessione in serie C per illeciti amministrativi compiuti dalla dirigenza rossonera fra il 2015 e il 2017; il Foggia può essere penalizzato con la retrocessione diretta o con una penalizzazione da scontare nel campionato appena concluso: se fossero tolti fino a 14 punti, i pugliesi resterebbero comunque in B, se la penalizzazione fosse dai 15 punti in su, la compagine foggiana finirebbe in serie C e verrebbe riammessa in B l’Entella. I liguri possono contare solo sulla senteza del Foggia, in quanto si tratterebbe di riammissione e non di ripescaggio, nei casi riguardanti Cesena e Bari, invece, si aprirebbe una graduatoria che vedrebbe al primo posto la Ternana, favorita per ritrovare la serie B nonostante l’ultimo posto in classifica maturato.

Una coda inaspettata ed antipatica, giunta al termine di un bel campionato, combattuto e rovente fino in fondo. Rischiano in tre, il Cesena è ad un passo dal fallimento, il Bari rischia ma può farcela, al Foggia serve sperare in una sentenza lieve, con le quattro retrocesse che guardano interessatissime all’evolversi delle vicende altrui. Comunque andrà a finire, la serie B 2017-2018 non ha ancora detto tutto.

di Marco Milan

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