Serie A – Dopo due settimane di VAR non tutto è andato liscio

varQuest’anno abbiamo assistito ad una vera svolta tanto richiesta e finalmente in uso anche nel mondo del calcio, l’utilizzo nei maggiori campionati europei del VAR (Video Assistant Referee) ovvero di un supporto video che aiuta nelle scelte gli arbitri, la tanto decantata moviola in campo.

Per parlarne però dobbiamo prima fare un passo indietro e capire come e quando questo sistema viene utilizzato, siamo infatti ben lontani da una gestione delle situazioni dubbie come avviene nella playstation con fischi istantanei ed azzeramento degli errori da parte dei direttori di gara. Quindi innanzitutto quando si può usare il Var? I casi sono 4, i così detti game changing situations, ovvero quelle situazioni che sono state ritenute tali da cambiare il corretto svolgimento di una partita e sono: segnatura di un goal, assegnazione di un calcio di rigore, espulsione diretta ed errore di identità nel caso di sanzione di un giocatore (cartellino giallo o rosso). Gli arbitri addetti al VAR sono due che esaminano in tempo reale davanti a degli schermi i casi incriminati o incriminabili e comunicano al direttore di gara in campo se una decisione presa deve essere cambiata o va rivista. Infatti non sempre basta la comunicazione dall’alto, l’arbitro in campo ha sempre la possibilità di rivedere l’azione davanti ad uno schermo posto a bordo campo per prendere la decisione corretta, ricordiamo però che tutto ciò avviene a discrezione del direttore di gara. Quindi le squadre non hanno diritto, come avviene in altri sport (basket) di chiedere l’instant replay o l’occhio di falco (tennis), ma solo gli arbitri hanno questa facoltà.

Se bene la sperimentazione in Italia sia iniziata già con le fasi finali del campionato primavera, il vero banco di prova è arrivato il 19 Agosto, data di inizio del campionato di Serie A. Già nella prima partita della stagione il VAR ha avuto un ruolo preponderante, ma prima di parlarne sarebbe il caso di analizzare se questo cambiamento ha cancellato del tutto le polemiche … ad oggi la risposta è no. L’utilizzo che ne è stato fatto ha infatti portato alcune tifoserie a lamentarsi e a chiedersi come mai ancora oggi sia possibile vedere degli errori in campo nonostante questo aiuto tecnologico ed ora parliamo nello specifico degli episodi incriminati: 19 Agosto Allianz Stadium, la Juventus campione d’Italia accoglie il Cagliari, con i padroni di casa in vantaggio al 36′ il primo storico episodio di utilizzo di VAR in Serie A, ospiti in area Juventina, contatto non troppo evidente di Alex Sandro, dall’alto segnalato a Maresca che ferma tutto: vuole vedere lui il replay per rendersi conto dell’entità del tocco del difensore brasiliano sul piede dell’attaccante avversario.

Dopo un paio di replay il direttore di gara torna in campo ed indica il dischetto del rigore, dagli 11 metri poi Farias spara la palla addosso a Buffon e si resta sull’1-0 in favore della Vecchia Signora, sui social impazzano i meme che sbeffeggiano la Juventus, che per una parte dei tifosi italiani grazie all’utilizzo di questa tecnologia non avrà vita facile come accaduto in passato.

Sempre nella stessa partita però al minuto 46′ del primo tempo Dybala raddoppia, immagini successive sembrerebbero dimostrare che il talento argentino abbia accomodato il pallone sui suoi piedi dopo averlo colpito con l’avambraccio, in questo caso non ci sono segnalazioni dall’alto e si va negli spogliatoi sul risultato di 2-0, poiché la partita finisce 3-0 questo secondo episodio passa in sordina, ma un commentatore Mediaset, Maurizio Pistocchi, fa notare come ci sia stata una mancanza nell’utilizzo per una seconda volta del VAR in un episodio legato alla Juventus.

Andiamo quindi a dormire sabato con la convinzione che qualcosa stia iniziando a cambiare, ma che la strada sia ancora lunga e ciò ci viene confermato durante uno dei posticipi di domenica 20 Agosto è ancora la prima giornata di campionato ed il main event è Inter-Fiorentina, si affrontano la nuova squadra di Spalletti, cambiata e con tanti ex della partita, e la Fiorentina di Pioli, totalmente rinnovata e che prova a far gruppo intorno al suo allenatore, salutato con striscioni di apprezzamento dal pubblico meneghino. Minuto 6′ ed Icardi lanciato in area di rigore viene sgambettato da Astori, Tagliavento non ha dubbi, rigore per i nerazzurri, prima che venga battuto si attendono comunque segnali dall’alto, ma tutto tace, l’arbitro ha visto bene Icardi mette la palla sul dischetto e trafigge Sportiello è 1-0. La Fiorentina è evidente aveva preparato tutt’altra partita e probabilmente complici anche i tanti giocatori nuovi in campo inizia a sbandare e su cross di Perisic ancora Icardi questa volta di testa firma il 2-0. Questo secondo schiaffo subito in realtà ha l’effetto di svegliare la Fiorentina che prova delle reazioni, proprio a 5 minuti dal termine del primo tempo Simeone viene imbeccato da Esseryc in area e sgambettato da Miranda. La partita si ferma per un minuto Tagliavento attende suggerimenti dai suoi colleghi davanti al monitor, la TV ci fa vedere il replay l’intervento del difensore brasiliano è molto simile a quello che ad inizio partita aveva portato al rigore per l’Inter, dall’alto però non arrivano aiuti al direttore di gara, che a questo punto per prendere la decisione corretta, evitando l’errore, dovrebbe di sua iniziativa recarsi davanti al monitor a bordo campo, così però non avviene, il primo tempo termina 2-0 ed anche in questo caso la partita termina 3-0. Se l’errore su Dybala del giorno prima era forse meno evidente, il rigore non dato a Simeone viene giudicato dai quotidiani sportivi come il primo errore nonostante l’utilizzo del VAR.

Giancarlo Antonioni dirigente della Fiorentina intervistato afferma che sarebbe stato giusto da parte dell’arbitro almeno avvicinarsi alla TV per avere un quadro completo della situazione. La prima giornata va quindi in archivio, ma la seconda inizia come quella precedente, anticipo che vede protagonista la Juventus a Genova, rigore non dato ai padroni di casa, ma si torna indietro nella decisione grazie alla VAR, effettivamente la sanzione è giusta, ma il fallo nasce da un’azione d’attacco con Galabinov in posizione di fuorigioco, di poco, ma pur sempre di errore si tratta, soprattutto se si pensa al fatto che l’azione per forza di cose deve essere stata rivista in TV da più di un arbitro. Sui social scoppia nuovamente ilarità per quello che sta accadendo, per due giornate di fila l’assistente tecnologico infatti punisce i bianconeri che comunque vinceranno in rimonta la partita. Evidentemente però se nella prima giornata i giocatori avevano accettato le decisioni, o almeno non si erano scoperti nel commentarle, al termine della partita Buffon sbotta ed ai microfoni del canale tematico della Juventus dice che l’utilizzo del VAR sta condizionando troppo l’andamento di ciò che accade in campo, le sue lamentele si basano sul fatto che i rigori fischiati contro siano da laboratorio e non abbastanza evidenti da giustificare l’utilizzo del supporto tecnologico e che di questo passo la Juventus avrà almeno un rigore contro a partita.

Arriviamo poi alla partita serale, c’è Roma-Inter primo big match della stagione 2017-2018 ed il ritorno di Spalletti all’Olimpico, la Roma domina il primo tempo e una buona mezz’ora del secondo tempo, va in goal con Dzeko e solo 3 pali impediscono la goleada alla squadra di Eusebio Di Francesco, nel secondo tempo però accade un episodio che avrebbe cambiato le sorti del match, Perotti in area viene falciato da Skriniar, in diretta i telecronisti dicono che l’intervento è da rigore, passa il primo replay ed a tutti diventa evidente l’attendibilità di quelle parole e davanti allo schermo tutti attendiamo che l’arbitro faccia il gesto che simboleggia un monitor (linguaggio arbitrale che segnala l’utilizzo del VAR), ma così non avviene, l’Inter poi ribalta il match e la partita termina 3-1. In questo caso i social sono invasi da commenti relativi al fatto che non è possibile non vedere quanto a velocità naturale era sembrato evidente ed il Corriere dello Sport il giorno successivo titola “qualcosa non Var“.

E’ difficile quindi dare un giudizio complessivo sull’utilizzo del Var dopo solo due giornate di campionato, ma è evidente che non tutto sta andando per il verso giusto, la via indicata è corretta, la tecnologia dovrà servire da supporto per i direttori di gara ora però dovranno essere loro a migliorare nell’utilizzo e sarebbe auspicabile anche che agli arbitri sia concesso al termine delle partite di parlare ai giornalisti e di far sapere il perché vengono prese determinate decisioni, anche di fronte a prove televisive, altrimenti anche la ventata di freschezza portata dall’utilizzo del VAR si andrà pian piano spegnendo e chi ha interesse a far dietrologia ed a riempire i palinsesti con sospetti ed esasperando tifosi sarà nuovamente in grado di farlo con argomentazioni ancora più forti.

(di Flavio Sarrocco)

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