50 volte Roberto Baggio e il compleanno trascorso ad Amatrice

Roberto Baggio of Italy“Baggio è una nevicata scesa da una porta aperta nel cielo”, così Lucio Dalla rendeva omaggio a Roberto Baggio, Il Divin Codino ha spento sabato le cinquanta candeline, giocatore di una classe infinita che ha segnato due generazioni. Il numero dieci per antonomasia, un nove e mezzo moderno, che sapeva accarezzare la palla, disegnare assist e firmare gol d’autore.

Ha fatto la fortuna di tante squadre il Roberto nazionale, la Juventus, le due milanesi e poi ancora la Fiorentina, il Bologna ed infine il Brescia, con quest’ultima il 16 maggio del 2004 il numero dieci diede l’addio al calcio in un pomeriggio primaverile mentre a San Siro si giocava Milan- Brescia. Amato da tanti, criticato da molti per i suoi guai muscolari, ben sei operazioni alle ginocchia, due al sinistro e quattro al destro, un dolore fisico a volte insopportabile, come ammesso dallo stesso Baggio. Ma tutto questo non gli ha mai impedito di illuminare, con le sue giocate, i campi della Serie A.

A detta di molti uno dei cinque giocatori italiani più forti di sempre, ad avvalorare questa tesi, il pallone d’oro vinto nel 1993 con 142 voti, davanti con un distacco disarmante a l’olandese Dennis Bergkamp e ad Eric Cantonà. Unico rimpianto, forse, il rigore sbagliato nella finale del mondiale a Pasadena contro il Brasile durante il mondiale USA del 1994. Un penalty sparato alto, una beffa per tutti i tifosi italiani e l’intera nazione, difficile aspettarsi un errore del genere da chi sa toccare la palla come pochi, nella partita più importante di un mondiale nel quale era venuto fuori alla distanza trascinando la nazionale all’ultimo atto. Uno dei più forti in assoluto anche per Pep Guardiola, l’attuale allenatore del Manchester City lo ha dichiarato apertamente in un’intervista del 2003 e ribadito al Camp Nou in occasione di un incontro con lo stesso Baggio e Lionel Messi.

Cinquant’anni festeggiati a sorpresa con i terremotati di Amatrice e di Norcia, il talento nato a Caldogno ha incontrato il sindaco Sergio Pirozzi e fatto visita a radio Amatrice. Ha pranzato con i volontari e le persone sfollate dopo il sisma del 24 agosto e nel pomeriggio ha visitato la zona rossa e fatto compagnia a bambini e ragazzi. In serata poi la visita a Norcia, “Per capire cosa è successo bisogna vederlo. Le immagini della televisione non rendono” queste le sue parole al termine della giornata. Un campione in campo, dunque, ma anche fuori, un gesto eclatante nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, eclatanti come le mille giocate sul rettangolo verde. Il calcio dal quel 16 maggio del 2004 ha perso indubbiamente qualcosa e come ama cantare Cremonini “Da quando Baggio non gioca più… non è più domenica”.

di Claudio Serratore

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