Legambiente: a rischio la biodiversità

In Italia oltre un quinto delle specie rischia l’estinzione

È di recente pubblicazione il report di Legambiente sulla biodiversità. Il dossier 2018 si concentra in particolar modo sulle conseguenze che derivano da inquinamento e marine litter, cambiamenti climatici, alterazione dell’habitat e sovra sfruttamento delle risorse naturali. Sono questi fattori che mettono in pericolo la biodiversità. Ciò significa rischio di estinzione per oltre un quinto delle specie presenti nel nostro Paese. L’Italia vanta uno dei capitali naturali più ricchi d’Europa, ospitando quasi la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte quelle animali presenti nel vecchio continente.

Il report 2018 dell’associazione ambientalista, nell’approfondimento sul  Mediterraneo, annovera la tartaruga Caretta Caretta, la Berta maggiore e la balenottera comune tra le specie minacciate dai rifiuti galleggianti e dall’inquinamento da plastica in mare. Sarà un caso che quest’anno la Giornata Mondiale dell’Ambiente, celebrata il 5 giugno dal 1974, sia stata dedicata alla lotta alla plastica in mare?
Sta di fatto che ad oggi i rifiuti marini e la plastica in primis sono fonte di pericolo per circa 180 specie marine mediterranee. Il Mar Mediterraneo è una delle regioni con il maggior numero di specie viventi nel pianeta, eppure è anche una delle sei aree più invase da marine litter al mondo, la cui concentrazione in alcune zone è comparabile alle “isole galleggianti” dell’Oceano Pacifico.

Tartarughe, uccelli marini e mammiferi spesso muoiono per soffocamento perché scambiano accidentalmente per cibo quelli che in realtà sono rifiuti, mentre altri restano intrappolati nelle reti da pesca. Si stima che oltre 130mila tartarughe Caretta Caretta restino vittime di catture accidentali durante le operazioni di pesca professionale.

Tra i nemici della biodiversità c’è il sovra sfruttamento delle risorse naturali. L’Adriatico, che rappresenta il 50% della produzione ittica italiana, è tra le aree dove si pratica con maggior intensità la pesca a strascico, che si rivela particolarmente distruttiva per gli ecosistemi di fondo.
Intanto sono 42 le specie ittiche aliene e invasive che sono state registrate nei nostri mari.
A fronte di tutto ciò il dossier sostiene che per contrastare la perdita di biodiversità e il marine litter bisogna puntare su prevenzione e corretta gestione dei rifiuti.

(di Laura Guadalupi)

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