Abbandono degli studi universitari: Italia seconda in Europa

L’ Eurostat ha pubblicato uno studio sui motivi che spingono i giovani europei a lasciare l’Università. L’Italia è al secondo posto con 523 mila abbandoni. Tra le ragioni principali, la voglia di lavorare e la mancata coerenza tra studi scelti e aspettative

L’ Eurostat, l’Ufficio Statistico della Commissione europea ha pubblicato uno studio sui principali motivi che spingono i giovani dei Paesi dell’UE tra i 20 e i 34 anni ad abbandonare gli studi universitari.

Il nostro Paese si colloca al secondo posto dopo la Francia con più di un milione di abbandoni e prima della Turchia, che guadagna il terzo posto con 575 mila giovani che hanno scelto di non frequentare più l’Università o il college.
Lo studio ha osservato che nel 2016, sono stati più di tre milioni i giovani nell’Unione europea che si sono iscritti al College o all’Università per poi abbandonare gli studi. Su un totale di quasi 30 milioni di giovani nell’UE che invece il proprio percorso di studi universitari l’ha concluso.

Le ragioni sono diverse. Quasi il 25% degli intervistati ha abbandonato perché ha preferito il lavoro, il 22% lo ha fatto perché non ha riscontrato una sincronia tra gli studi scelti e i propri interessi. Il 18% ha motivato la scelta con le difficoltà del percorso di studi, più del 10% ha giustificato la decisione con l’insorgenza di problemi familiari e il 7% per problemi economici mentre il 5% degli intervistati ha parlato di problemi di salute.

Anche in questo caso, le donne sono quelle più svantaggiate: il 16% di loro (contro il 6% dei colleghi uomini) ha abbandonato per problemi di famiglia e il 28% (contro il 21% degli uomini) per la voglia di lavorare (o la necessità). Tuttavia, le donne si confermano più brave e preparate: è il 20% degli intervistati di sesso maschile (contro il 16% delle donne) che ha addotto la difficoltà del percorso universitario come motivo dietro l’abbandono dell’Università.

Questi dati si aggiungono a quelli contenuti nel Rapporto Eurostat sul numero di laureati in Europa nel 2016. Nello studio, l’Italia si conferma “povera” di laureati: tra i 30 e i 34 anni solo il 26,2% dei ragazzi italiani ha raggiunto la laurea. L’Italia così si posiziona penultima nella lista dei paesi europei, peggio solo la Romania con il 25,6%. Il Paese più virtuoso è la Lituania, con più di un laureato ogni due trentenni (58,7%). Seguono Lussemburgo (54,6%) e Cipro (53,4%).

Per l’Italia dunque, lontano il traguardo della strategia “Europa 2020”, che punta a che tutti i Paesi arrivino per quella data ad avere il 40% di laureati.

(di Alessandra Esposito)

 

 

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