Crollo Torre Annunziata. Delrio, obbligo certificato di stabilità

Tra le critiche e gli apprezzamenti alla proposta, c’è chi torna a chiedere l’obbligatorietà del fascicolo di fabbricato. Le voci di Confedilizia, Codacons e Anci

Un boato e la palazzina di quattro piani crolla su se stessa. Accade a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, all’alba di venerdì 6 luglio. Il bilancio è di otto vittime, otto corpi recuperati tra le macerie. Tragedia che si sarebbe potuta evitare? Di chi le responsabilità?
Mentre le indagini sono in corso, solo il tempo darà le risposte agli interrogativi che da più parti si sollevano. Insieme a questi torna a sollevarsi una questione che in Italia è datata circa un ventennio e porta di nome di “fascicolo di fabbricato”. Si tratta di un documento (la cui proposta di obbligatorietà è dibattuta da anni) dove sono contenute le informazioni sullo stato di manutenzione di strutture e impianti nel corso di tutta la loro vita. In pratica è la “carta d’identità” di ogni immobile per mezzo della quale individuare i casi dove è necessario intervenire e in che modo, se con la messa in sicurezza totale o parziale.

A pochi giorni dal crollo della palazzina di Torre Annunziata, in un’intervista sul quotidiano La Repubblica il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha avanzato l’idea di “inserire nei contratti d’affitto e di compravendita la clausola della certificazione statica obbligatoria, al pari della certificazione energetica”.

Immediate le reazioni dei favorevoli e contrari. Tra i secondi si è levata la voce di Confedilizia che, nelle parole del suo presidente, Giorgio Spaziani Testa, dichiara: “A qualsiasi certificazione di tipo strutturale il Ministro abbia voluto riferirsi, l’idea di condizionare la stessa ad una compravendita o ad una locazione sarebbe del tutto impraticabile per una serie di ragioni, a cominciare da quelle legate alla preponderante componente condominiale della proprietà in Italia, visto che il contratto riguarderebbe una singola unità immobiliare e la certificazione – necessariamente – l’intero edificio”. Il mercato immobiliare, avverte il presidente di Confedilizia, “sarebbe condotto alla paralisi”. Quali le alternative? “La strada da seguire – prosegue –  ha due linee direttrici: incentivi sempre maggiori per gli interventi finalizzati alla sicurezza (anche in chiave antisismica) e controlli serrati su chi effettua interventi sugli immobili (per scongiurare i crolli derivanti da eventuali abusi)”.

Di parere contrario è anche Codacons, che in un comunicato definisce il certificato di stabilità degli edifici annunciato dal ministro “un provvedimento del tutto inutile”. Spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “Nel nostro paese esiste una lunghissima serie di norme atte a garantire la sicurezza delle abitazioni sotto ogni punto di vista; non serve certo introdurre nuovi obblighi che avranno come unica conseguenza quella di porre in capo agli utenti ulteriori e costosi balzelli”.
Quanto all’aspetto economico, però, Delrio ricorda nell’intervista che “il sisma bonus ora consente di fare le analisi delle condizioni statiche degli immobili con la possibilità di detrarre fiscalmente fino all’85 per cento della spesa sostenuta”. Ciò riguarda tanto i condomini, “senza distinzione fra prima e seconda casa, quanto gli immobili che hanno destinazione produttiva”.

Favorevole alla proposta del ministro è l’Anci  che, come dichiarato dal suo presidente e sindaco di Bari Antonio Decaro, ritiene “opportuna l’introduzione della certificazione statica, elemento importante del libretto del fabbricato del quale l’Anci aveva chiesto l’obbligatorietà”. E aggiunge che l’ipotesi “di rendere obbligatorio almeno la produzione del certificato di staticità al momento della stipula di contratti di compravendita o di locazione degli immobili, sul modello di quanto avviene riguardo al consumo energetico, va nella direzione giusta”.

Similmente Armando Zambrano, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, approva l’annuncio del ministro Delrio, ma ribadisce che “da anni – come Consiglio Nazionale degli Ingegneri e come Rete Professioni Tecniche chiediamo l’istituzione del fascicolo del fabbricato. Riteniamo, infatti, che sia uno strumento determinante per conoscere le criticità di un edificio”.

 (di Laura Guadalupi)

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