Intervista. Parole O_Stili, la prima community in Italia contro la violenza verbale

Rosy Russo ci parla del progetto Parole O_Stili e del “Manifesto della comunicazione non ostile” presentato a Trieste

Trieste, Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima. Qui il 17 e 18 febbraio ha avuto luogo l’iniziativa di Parole O_Stili, la prima community in Italia contro la violenza verbale, in particolare in rete. Nata con l’obiettivo di sensibilizzare sull’utilizzo delle parole, la community è costituita da oltre 300 tra giornalisti, comunicatori, influencer, manager, docenti, politici. Insieme hanno scritto a più mani il “Manifesto della comunicazione non ostile”, una carta che raccoglie 10 principi di stile per ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente sul web.
La due giorni di Trieste è stata l’occasione per presentare il Manifesto e per discutere, nell’ambito di nove panel, di tematiche quali social media e scritture, giovani e digitale, bufale e algoritmi.

Rosy Russo

Rosy Russo

Rosy Russo, ideatrice di Parole O_Stili, ci racconta più nel dettaglio il progetto.

Come nasce l’idea di dar vita a Parole O_Stili, la prima community in Italia contro la violenza nelle parole?
L’idea nasce dalla quotidianità. Lavorando nel settore della comunicazione, mi confronto spesso con social media manager, comunicatori e altri professionisti che si relazionano ogni giorno con il web. Rispetto a determinati atteggiamenti, a tante critiche e parole pesanti, qualcuno immaginava di uscire dai social. È proprio dalle conversazioni su questi argomenti che, l’estate scorsa, ci siamo detti: “Perché non ci ritroviamo insieme e proviamo a discuterne?”.
Ha preso vita così un progetto che originariamente prevedeva un incontro a novembre con circa settanta persone. Poi l’interesse per l’iniziativa, grazie anche al passaparola, è andato crescendo a tal punto che ci è stato chiesto di spostare l’evento per permettere la partecipazione di un maggior numero di persone. Abbiamo quindi organizzato l’incontro tenutosi lo scorso fine settimana a Trieste, dove in effetti eravamo 1200 e ancora di più se consideriamo quanti sono stati raggiunti attraverso i canali social.

Il Manifesto delle Parole O_Stili

Il Manifesto delle Parole O_Stili

Cos’è il “Manifesto della comunicazione non ostile” e come vi siete arrivati?
È il cuore del nostro progetto. Non avevamo l’ambizione di creare grandi festival o appuntamenti, ma abbiamo cercato sin dall’inizio di lavorare su alcuni punti fermi, su delle regole. Così è stato.
A settembre, quando abbiamo cominciato a lavorare al Manifesto della comunicazione non ostile, eravamo all’incirca cento. Ciascuno ha contribuito dando le sue priorità e ha segnalato quali potevano essere gli elementi imprescindibili all’interno della comunicazione sui social.
Ne è scaturito un grande movimento di e-mail, messaggi, di “taglio e cucito” di tutti gli interventi, finché siamo arrivati alla stesura dei primi 9 punti. Successivamente li abbiamo pubblicati online e abbiamo chiesto alla rete di contribuire a scriverne altri. Siamo convinti infatti che neppure cento mani possono bastare a scrivere un Manifesto del genere: le cose in rete devono nascere dalla rete. Quindi ci siamo fatti aiutare e dopo aver ricevuto centinaia di messaggi e averli “ricuciti”, li abbiamo restituiti al web sotto forma di 23 principi da votare. Venerdì 17 febbraio abbiamo infine presentato il Manifesto della comunicazione non ostile con i suoi 10 punti.

Anche Gianni Morandi aderisce al manifesto di Parole O_Stili Fonte foto: Parole O_Stili (FB)

Anche Gianni Morandi aderisce al manifesto di Parole O_Stili
Fonte foto: Parole O_Stili (FB)

C’è un principio tra i dieci che personalmente Le sembra più urgente da diffondere rispetto agli altri?
Se mi permette di ampliare la scelta a due, direi che il primo e l’ultimo sono quelli a cui tengo particolarmente.
Il primo principio dice: “Virtuale è reale. Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona”. Mi sembra molto importante partire dall’affermazione che “virtuale è reale”. Purtroppo non tutti sono ancora consapevoli del fatto che in rete ci stiamo dalla testa ai piedi e che il web non è più un altro mondo dove potermi permettere di giocare ogni tanto, di assumere altre identità, altri nomi. Questo è un punto di partenza valido tanto per le nuove generazioni, che sui social sono nate e per loro è davvero tutto molto reale, quanto per noi adulti. La seconda frase, cioè: “Dico o scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona”, è alla prima persona singolare, così come tutti i principi del Manifesto. Abbiamo scelto questa forma perché rimanda alla responsabilità, che è uno dei fattori chiave su cui abbiamo puntato di più: lavorare sulla consapevolezza che sul web ognuno deve alzare la propria soglia di attenzione e crescere in responsabilità al fine di rendere la rete un mondo migliore.
L’altro principio che mi piace segnalare è l’ultimo: “Anche il silenzio comunica. Quando la scelta migliore è tacere, taccio”. Può sembrare un po’ in controtendenza che un Manifesto della comunicazione parli di silenzio, invece crediamo veramente che in certe occasioni tacere sia la cosa migliore da fare per placare il risentimento, l’ira.

All’indomani dell’evento di Parole O_Stili, quali conclusioni si sente di trarre?
Siamo davvero colpiti dalla risonanza riscontrata. Mi sembra che in un giorno e mezzo abbiamo avuto 7000 condivisioni del Manifesto su Facebook, diverse migliaia anche su Twitter, commenti e centinaia di e-mail da ogni parte d’Italia. Tantissimi dirigenti scolastici e insegnanti hanno parlato di Parole O_Stili o hanno portato il Manifesto della comunicazione non ostile in classe. Tale attenzione è come se ci dicesse che c’era proprio bisogno di un’iniziativa del genere. Abbiamo già ricevuto molte richieste per far sì che tutto ciò non si fermi a un singolo evento conclusosi sabato, ma che prosegua.

Avete in calendario altre iniziative, ad esempio nelle scuole?
Esiste già un primo appuntamento: il 4 maggio, location tra Milano e Bergamo. Sarà un evento per i giovani e con i giovani, in diretta streaming con 15 – 20 scuole in Italia per parlare del Manifesto della comunicazione non ostile. Oltre a questo, si stanno già moltiplicando le proposte per nuove iniziative.

(di Laura Guadalupi)

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