Libri – Il giallo siciliano per eccellenza

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LIBRI – Un libro che ha i suoi anni, ma in cui si riscontra sempre un certo gusto a leggerlo e’ certamente Il Ladro di merendine di Andrea Camilleri.

Questo e’ il terzo libro dell’autore dedicato al commissario Montalbano e proprio qui, finalmente iniziamo ad intravedere anche delle pagine dedicate ala vita privata del commissario, che ci spingono ad apprezzarlo non solo per il suo lavoro, ma anche per la sua umanita’. Si scoprono, infatti, lati del suo carattere finora sconosciuti – quale una certa bonta’ d’animo nei confronti degli indifesi – e si capisce meglio il suo rapporto con l’eterna fidanzata Livia.

La storia e’ ambientata a meta’ degli anni Novanta nel paesino (immaginario) siciliano di Vigata, dove nella notte un peschereccio di Mazara del Vallo, il “Santopadre”, viene intercettato e mitragliato, apparentemente in acque internazionali, da una motovedetta tunisina. I colpi esplosi uccidono un marinaio tunisino che si trovava a bordo dell’imbarcazione italiana. Sempre nella stessa giornata avviene l’assassinio del commerciante Aurelio Lapecora, accoltellato in un ascensore e la misteriosa scomparsa di Karima Moussa, una bellissima donna delle pulizie tunisina.

Nonostante i delitti, ill tema principale di questo volume e’ chiaramente l’immigrazione.
Cio’ che rende forse difficile la lettura di questo giallo e’ l’uso del dialetto siciliano e l’ironia preponderante. Non mi stupirei se i lettori andassero a cercare il significato di alcuni vocaboli siciliani sul internet.

Sicuramente fra i personaggi piu’ belli c’e’ il bambino Francois, il famoso ladro di merendine!
E’ proprio questo piccolo monella che riesce a far intravedere il lato materno di Livia, mentre inizialmente il commissario sembra non averne uno, anche se tutto puo’ cambiare.

Un altro personaggio stupendo e’ quello di Clementina Vasile Cozzo, una settantenne sulla sedia a rotelle, ex maestra elementare e dirimpettaia dello “scagno” del defunto Lapecora. Montalbano entra subito in sintonia con il suo modo di pensare e ritrova in lei la madre perduta. Certamente la simpatia nei confronti della signora e’ dovuta ala di lei coscienza civica, ma sopratutto per l’ottima competenza in fatto di cucina che il commissario apprezza sempre.

Molto divertenti sono anche le discussioni tra Montalbano e Catarella.

Come tutti i libri di Camilleri, si legge benissimo e sicuramente e’ consigliato agli appassionati del genere.

di Arianna Catti De Gasperi

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