Trump-FBI: Comey testimonia in Senato contro Trump

La testimonianza dell’ex direttore FBI Comey licenziato da Trump perchè indagava sull’iterferenza russa durante le ultime presidenziali USA, svela nuovi particolari e retroscena sulla vicenda.

Lo scorso 8 giugno l’ex direttore dell’Fbi James Comey (licenziato a maggio da Trump perchè non soddisfatto del modo in cui aveva gestito l’inchiesta su Hillary Clinton e sul suo uso di un account di posta privato ai tempi in cui era segretaria di stato) ha testimoniato davanti a una commissione del Senato americano che indaga sulle presunte interferenze della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016 e su possibili collusioni con alcuni collaboratori del presidente Donald Trump.

L’attesa intorno alla testimonianza di Comey era molto alta non perchè ci si aspettasse nuovi particolari visto che l’ex numero 1 del Federal Bureau si è rifiutato più volte di rispondere alle domande ma perché Comey doveva dare la sua versione sul rapporto con il presidente.

La giustificazione di Trump al licenziamento di Comey da subito non aveva convinto ed era sembrato subito palese che la decisione avesse a che fare con l’inchiesta dell’Fbi. Poco dopo era arrivata l’ammissione di Trump e la conferma del New York Times che, citando fonti interne alla Casa Bianca, aveva svelato che durante un incontro nello studio ovale con l’ambasciatore russo a Washington, Trump aveva confidato di essere sotto “grande pressione” per via dell’inchiesta e che il licenziamento di Comey gli aveva permesso di “togliersela di dosso”.
Molti commentatori e oppositori politici di Trump hanno pertanto pensato che il presidente volesse impedire che un’inchiesta scomoda proseguisse nelle indagini e per questo l’hanno accusato di voler ostacolare la giustizia, con il rischio per Trump di essere sottoposto a giudizio e rischiare l’impeachment.
Durante l’audizione in Senato, Comey ha dettagliato alcuni colloqui avuti con il presidente tra dicembre del 2016 e maggio del 2017. Ha confermato la sua convizione che Trump sia un bugiardo (“Ero sinceramente preoccupato che il presidente potesse mentire sulle nostre conversazioni“) sostenendo che Trump abbia mentito sul motivo del licenziamento (“L’amministrazione ha scelto di diffamare me e l’Fbi dicendo che l’agenzia era in difficoltà e che i dipendenti avevano perso fiducia nel loro capo”). Riguardo all’ipotesi che Trump potrebbe aver registrato le loro conversazioni, Comey lo ha auspicato (“Dio, spero che ci siano delle registrazioni”).

Dura la reazione di Trump alle rivelazioni di Comey: ”Penso che le fughe di notizie di Comey saranno molto più diffuse di quanto chiunque abbia ritenuto possibile. Totalmente illegale? Molto da codardi”.

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